



Da due anni inseguivo questo sogno, catturare la Via Lattea sopra il Lago della Rossa, a 2700 metri di altitudine. Dopo piogge, nebbia e imprevisti vari, il 12 luglio il cielo mi ha regalato la notte perfetta.
Lassù, tra il silenzio delle Valli e le vette riflesse nell'acqua, ho trovato il paesaggio che speravo di fotografare. Montagne imponenti, il lago immobile e, in primo piano, una costellazione di doronici rivolti verso il cosmo che brillavano sotto la luce delle stelle.
La parte superiore dell'immagine è dominata dalla Via Lattea, che attraversa diagonalmente il cielo come una grande fascia luminosa. Non è semplicemente uno sfondo: è l'elemento che determina la scala dell'intera fotografia. Sotto questo immenso cielo si staglia la montagna: scura, massiccia, quasi priva di dettagli. La sua silhouette non compete con la Via Lattea, ma sembra piuttosto sostenerla visivamente.
Il lago costituisce una pausa visiva. È scuro, levigato, quasi immobile, e riflette debolmente la luce dell'ambiente. La grande formazione rocciosa in primo piano è, a mio avviso, l'elemento più interessante dal punto di vista artistico.
È enorme, irregolare, quasi scultorea. La sua superficie presenta una quantità impressionante di texture: spigoli, fratture, asperità e zone illuminate appena dalla luce notturna. Rispetto al cielo, che suggerisce infinito e trascendenza, la roccia rappresenta invece peso, materia e permnenza.
E poi arrivano i piccoli fiori giallo-arancio nella parte inferiore. Senza di loro l'immagine sarebbe prevalentemente monocromatica e avrebbe un carattere quasi austero. I fiori introducono invece una piccola esplosione di vita e colore.
Il loro arancione caldo dialoga cromaticamente con i toni dorati della Via Lattea. È un collegamento molto elegante: la luce delle stelle e quella dei fiori appartengono alla stessa gamma cromatica, pur essendo agli estremi opposti dell'immagine. Questa relazione rende la composizione particolarmente coerente.
La sensazione dominante è la meraviglia, ma non una meraviglia spettacolare o turistica. È una meraviglia più intima, legata alla sproporzione tra l'essere umano e il paesaggio.
parametri di scatto: terreno, iso 1200, f11,20". Cielo, stacking di 30 scatti, iso 3200, f2.8, 2'.
Petali dorati e polvere di stelle


