Pescatori del grande Nord

Sulle scogliere battute dal vento dell’Atlantico settentrionale, tra onde che si infrangono e cieli color piombo, vive uno degli uccelli marini più riconoscibili al mondo: il pulcinella di mare, o puffin. Tra le tre specie esistenti, la più nota è il Puffin dell’Atlantico, custode silenzioso delle coste di Islanda, Norvegia e delle isole britanniche.

Compatto, con dorso nero e ventre bianco, sembra indossare un elegante abito formale. Ma è il suo becco a catturare lo sguardo: grande, triangolare, acceso di rosso, arancione e giallo, come se fosse stato dipinto per risplendere nella nebbia del Nord. Durante l’inverno, lontano dalla terraferma, questi colori si attenuano; poi, con l’arrivo della stagione riproduttiva, tornano a brillare, segnale che è tempo di tornare a casa.

Ogni primavera, migliaia di puffin convergono sulle stesse scogliere dove sono nati. Con precisione sorprendente, ritrovano la propria tana scavata nel terreno o nascosta tra le rocce. Qui formano coppie fedeli e allevano un unico pulcino, protetto dal vento e dai predatori nelle profondità della terra.

Ma è in mare che il puffin rivela la sua vera natura. Sotto la superficie, dove la luce si dissolve nel blu, l’uccello goffo del cielo diventa un agile cacciatore. Usa le ali come pinne e “vola” nell’acqua, inseguendo banchi di piccoli pesci. Grazie a una struttura speciale del becco, può trattenere decine di prede contemporaneamente, disposte ordinatamente come frecce argentate.

Quando riemerge e si libra verso la scogliera con il becco colmo, il puffin sembra portare con sé un frammento dell’oceano. È il ritorno al nido, dove una nuova generazione attende, mentre il vento del Nord continua a scolpire la roccia e a raccontare la storia antica di questi instancabili viaggiatori del mare.

Scatto realizzato al tramonto di una giornata sulle scogliere di Latrabjarg, Islanda, quando i puffin tornano nelle loro tane dopo una giornata di pesca.

Scatto singolo con teleobiettivo, iso 400, f4, tempo di scatto 1/200".