Ruins and stars


Ruins and stars è stata scattata in una notte estiva passata tra le rovine di un villaggio nuragico, solo io, le stelle e i resti di un antica civiltà. La foto è stata scattata nel villaggio nuragico Bruncu 'e s' omu, in provincia di Oristano, Sardegna.
In primo piano si vedono i resti del nuraghe ormai in gran parte ricoperto dalla vegetazione. Data la sua posizione arroccata sulla collina, si presuppone fosse utilizzato come vedetta a difesa del villaggio. Le rocce sono grezze, massicce, con superfici porose e segnate dal tempo. Tra le pietre crescono ciuffi di erba secca e vegetazione spontanea, illuminati debolmente da una luce soffusa che ne evidenzia la texture. Questo elemento terrestre, ruvido e materico, crea un forte contrasto con l’immensità eterea del cielo.
Sopra, il cielo è incredibilmente limpido e punteggiato da migliaia di stelle. La parte inferiore del cielo mostra una leggera sfumatura più chiara, dovuta alla luce residua del crepuscolo.
a completare lo sfondo è chiaramente il cielo notturno, in particolare il nucleo della Via Lattea, ricco di dettagli: si distinguono dense nubi di polveri cosmiche, zone più luminose e ammassi stellari che creano un forte contrasto con il nero profondo dello spazio. La galassia sembra quasi “emergere” dalle montagne sullo sfondo, diventando l’asse centrale della composizione.
La palette cromatica di colori spazia da un blu profondo del cielo, con tonalità calde nella Via Lattea al grigio e ocra delle rocce per poi completare con un giallo paglierino dell' erba secca. Il contrasto tra colori freddi del cielo e caldi della galassia e del terreno, contribuisce a creare un equilibrio visivo molto potente.
L’immagine vuole trasmette un senso di connessione tra il passato e l’infinito, tra la materia e il cosmo. Le rovine in pietra rappresentano la storia umana, fragile e temporanea, mentre la Via Lattea simboleggia l’eternità e l’immensità dell’universo.
L’effetto complessivo è quasi spirituale: invita l’osservatore a riflettere sulla piccolezza dell’uomo e alla sua breve presenza su questo mondo rispetto alla vastità del cosmo, illimitato e immortale...
Composizione realizzata con più scatti uniti in post produzione.
Per il terreno: panoramica di 3 scatti verticali, iso: 200, f: 11, tempi di scatto: 25 secondi.
Per il cielo: unione di 30 scatti da 2 minuti con astroinseguitore, iso: 800, f: 4.


