





Bow lake, radici del tempo
Il cielo sopra il Bow Lake si era tinto di una sfumatura densa e cinerea, con nuvole cariche che si rincorrevano basse, nascondendo a tratti le vette imponenti delle montagne rocciose. Non c'era il sole a scaldare l'acqua, ma l'atmosfera emanava una bellezza severa, quasi sacra.
Una leggera brezza increspava la superficie del lago, creando infinite e minuscole onde che rompevano il silenzio con un sussurro continuo. L'acqua, di un turchese profondo e magnetico, appariva incredibilmente limpida vicino alla riva, rivelando i segreti del fondale sassoso.
Proprio lì, dove la terra incontrava l'acqua fredda di ghiacciaio, riposavano vecchi tronchi e rami contorti. Levigati dal tempo e dagli elementi, i rami sembravano antiche dita di legno aggrappate alla ghiaia e alle grandi pietre grigie, come a voler trattenere il lago o, forse, a farsi cullare dal suo movimento eterno. Tutto in quel panorama parlava di una natura selvaggia, immobile eppure viva, che respirava lentamente sotto il soffitto grigio del cielo.
parametri di scatto: iso 100, f11, esposizione 1/40''.
